Unibet in Italia 2026: ha chiuso, i conti sono su Codere

Unibet non opera più in Italia. Il marchio ha chiuso le attività italiane il 10 novembre 2025, non ha partecipato al rinnovo delle concessioni e oggi non compare nell’elenco GAD dell’ADM.
I clienti non sono però rimasti a piedi: la base utenti è passata a Codere, che una concessione italiana ce l’ha. Chi apre unibet.it oggi trova le istruzioni per accedere al nuovo sito.
Unibet in 30 secondi
Concessione ADM: nessuna, non rinnovata nel 2025
Chiusura in Italia: 10 novembre 2025
Dove sono finiti i conti: su Codere
Il dato che conta: la nuova licenza costa 7 milioni per nove anni
I siti sorella di Unibet in Italia
Non ce ne sono, perché il marchio non ha più una riga nel registro italiano. Ma la domanda giusta, per chi arriva qui, è un’altra: dove sono finiti i soldi e i conti.
Quello che resta di unibet.it: le istruzioni per accedere al conto su Codere.
La migrazione, spiegata dal sito stesso
La pagina che ha sostituito unibet.it è insolitamente chiara, e vale la pena riassumerla perché è il modello di come si chiude bene.
Dice tre cose. Che il conto è già stato trasferito, con lo stesso saldo e le stesse condizioni. Che per il primo accesso si usa la propria email e, come password, il codice fiscale in maiuscolo e senza spazi. E che da quel momento si continua a giocare su Codere senza interruzioni.
Un avvertimento pratico, perché questo è esattamente il momento in cui nascono le truffe: istruzioni di questo tipo arrivano dal sito ufficiale, mai da un’email che ti chiede di cliccare in fretta. E la prima cosa da fare dopo un primo accesso con una password provvisoria è cambiarla.
Codere, dove sono andati i conti
Concessione 16018. È un gruppo spagnolo con una presenza consolidata in Italia, e ha rilevato la base clienti italiana di Unibet. Attenzione a un dettaglio: le cronache dell’epoca citano il vecchio numero 15442, sostituito dalla serie 16XXX nel riordino del 2025.
Perché un marchio così grande se ne va
Qui c’è la spiegazione più utile di tutta questa pagina, e riguarda l’intero mercato. La riforma del 2025 non ha solo riscritto le regole: ha alzato il prezzo d’ingresso.
Una concessione per il gioco a distanza costa oggi 7 milioni di euro per nove anni, oltre a requisiti tecnici e di conformità più severi. Per un operatore con una quota italiana modesta, quel conto può semplicemente non tornare.
È il motivo per cui il registro 2026 conta cinquantadue concessioni e non centocinquanta, ed è anche il motivo per cui diversi nomi internazionali molto noti oggi in Italia non ci sono: Betway, Ladbrokes, Mr Green.
| Marchio | Cosa ha fatto nel 2025 | Oggi in Italia |
|---|---|---|
| Unibet | Non ha rinnovato, ha chiuso | Assente, clienti su Codere |
| Codere | Ha rinnovato e ha rilevato i clienti | Attivo, concessione 16018 |
| Winamax | Ha comprato la concessione | Autorizzato ma non ancora aperto |
| Better | Accorpato dentro un altro marchio | Non esiste più come sito |
Numeri di concessione dall’elenco GAD assegnato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel 2025; date e costi dalla stampa di settore.
Quattro modi diversi di affrontare la stessa riforma: chi paga e resta, chi paga e aspetta, chi accorpa e chi se ne va. Il registro racconta tutte e quattro le storie in un elenco solo.
Cosa perdi su un sito senza concessione
Le tutele italiane valgono soltanto dentro il perimetro dei concessionari: verifica dell’identità, limiti di deposito, pausa di riflessione, autoesclusione.
E il RUA, il registro nazionale degli autoesclusi, che chiude tutti i siti autorizzati insieme e su una versione straniera del marchio non arriva.
Chi c’è dietro Unibet
Unibet appartiene a Kindred Group, uno dei grandi operatori europei del gioco online, con una reputazione costruita anche sul tema del gioco responsabile.
Il marchio resta attivo in molti mercati regolamentati europei. Semplicemente, l’Italia non è più uno di quelli.
Uscire non è fallire
Vale la pena dirlo, perché la parola «chiusura» spaventa. Unibet non ha chiuso in Italia per un problema con l’autorità né per un dissesto: ha deciso di non partecipare alla gara per il rinnovo.
È una scelta industriale come tante: quando il costo fisso di restare supera quello che un mercato rende, si esce. La differenza rispetto a un fallimento è enorme per chi aveva un conto, perché l’uscita è stata ordinata e i clienti sono stati accompagnati altrove.
Cosa succede quando una base clienti viene ceduta
È un’operazione regolata, non un passaggio di mano informale. Il conto viene ricostituito presso un concessionario autorizzato, con il saldo intatto, e da quel momento valgono le condizioni del nuovo operatore.
Per il giocatore ci sono due conseguenze pratiche che quasi nessuno considera. La prima: le condizioni contrattuali sono quelle nuove, e vanno lette. La seconda: i limiti di deposito che avevi impostato non si trasferiscono da soli, quindi vanno reimpostati subito sul nuovo conto.
Le licenze, quelle che contano davvero
In Italia una parentela fra siti si legge nel registro GAD, alla voce dell’intestatario. Per Unibet non c’è più nessuna riga, e questo è l’unico dato che serve per rispondere alla domanda «posso ancora giocarci?».
La risposta è no, e chiunque ti offra un «Unibet Italia» oggi ti sta portando fuori dal mercato regolato.
Perché qui non c’è una recensione
Non c’è un sito italiano da provare: quello che c’era ha chiuso nel novembre 2025. Questa pagina serve a spiegare cosa è successo e cosa farne, non a valutare un prodotto che in Italia non esiste più.
Cosa ho verificato
Ho cercato il marchio nell’elenco GAD del 2025 e non l’ho trovato. Ho aperto unibet.it e ho trovato la pagina che annuncia il passaggio a Codere, con le istruzioni per il primo accesso. Ho controllato che Codere sia nel registro, e c’è, con la concessione 16018.
Se avevi un conto Unibet
Il conto dovrebbe essere su Codere, con lo stesso saldo. Tre cose da fare, in ordine: accedere e cambiare subito la password provvisoria, rileggere le condizioni del nuovo operatore, reimpostare i limiti di deposito.
Se qualcosa non torna, l’interlocutore adesso è il nuovo concessionario, non il vecchio marchio. E se il saldo non c’è, quella è una questione da portare all’assistenza di Codere per iscritto, non a un canale non ufficiale.
Se stavi solo cercando dove giocare
Unibet non è un’opzione. In Italia ci sono cinquantadue concessionari autorizzati, e questo sito li racconta tutti, uno per uno, con il numero di concessione in prima riga.
Se il motivo per cui cercavi Unibet era la reputazione sul gioco responsabile, la cosa utile da sapere è che in Italia quegli strumenti non dipendono dalla buona volontà dell’operatore: limiti, pause e autoesclusione sono obblighi di legge su tutti i concessionari, e il RUA è un registro pubblico nazionale.
Attenzione ai domini che riusano il nome
Un marchio conosciuto che esce da un mercato lascia dietro di sé anni di ricerche senza destinazione. È lo scenario preferito da chi costruisce cloni.
Il controllo è sempre lo stesso: in fondo alla pagina deve esserci un numero di concessione della serie 16XXX riferito proprio a quel dominio, verificabile nell’elenco dell’ADM. Se manca, chiudi la scheda.
Sicurezza del conto e gioco responsabile
Sui concessionari italiani hai limiti di deposito, limite di sessione, pausa di riflessione, autoesclusione dal sito e il RUA, che con una sola iscrizione blocca tutti i siti autorizzati insieme.
Un cambio di operatore non azzera un’autoesclusione: il RUA segue la persona. Il supporto pubblico contro il gioco d’azzardo patologico passa dall’800 558 822, numero verde gratuito e anonimo.
In sintesi
Verificato
✓ Chiusura in Italia il 10 novembre 2025
✓ Concessione non rinnovata
✓ Conti passati a Codere, concessione 16018
✓ unibet.it spiega la migrazione
Da fare
✗ Cambiare la password provvisoria
✗ Rileggere le condizioni del nuovo sito
✗ Reimpostare i limiti di deposito
Come la vedo
Unibet ha lasciato l’Italia nel modo migliore possibile: senza sorprese, con una pagina che spiega dove sono finiti i conti e un concessionario autorizzato pronto ad accoglierli.
Se cercavi Unibet, oggi il tuo conto si chiama Codere. E se cercavi solo un sito su cui giocare, la lista completa dei cinquantadue autorizzati è su questo sito.
Domande frequenti su Unibet in Italia
Unibet è ancora attivo in Italia?
No. Ha chiuso le attività italiane il 10 novembre 2025 e non compare nell’elenco GAD delle concessioni assegnate nel 2025.
Perché Unibet ha lasciato l’Italia?
Il gruppo ha scelto di non partecipare al rinnovo delle concessioni. La nuova licenza costa 7 milioni di euro per nove anni, oltre a requisiti tecnici più severi: per un operatore con una quota italiana modesta il conto non torna.
Che fine ha fatto il mio conto Unibet?
La base clienti italiana è stata rilevata da Codere. Il conto è stato trasferito con lo stesso saldo e si accede su codere.it, che ha la concessione ADM 16018.
Come accedo al conto trasferito?
Il sito indica di usare il proprio indirizzo email e, per il primo accesso, il codice fiscale in maiuscolo e senza spazi come password. Conviene cambiarla subito dopo il primo ingresso.
Le condizioni sono rimaste le stesse?
Il saldo e i dati sono stati trasferiti, ma da quel momento valgono le condizioni del nuovo operatore. Vanno rilette, e i limiti di deposito vanno reimpostati perché non si trasferiscono da soli.
Unibet ha siti sorella in Italia?
No. Senza una concessione non c’è alcuna riga nel registro italiano da cui far partire una parentela.
Posso usare Unibet di un altro paese dall’Italia?
Quelle versioni operano con licenze straniere e non sono rivolte a chi risiede in Italia. Fuori dal perimetro dei concessionari non valgono il RUA né le tutele italiane.
Come mi autoescludo dai casinò italiani?
Con il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi gestito dall’ADM: una sola iscrizione blocca tutti i concessionari italiani insieme e resta valida anche se cambi operatore. Numero verde gratuito e anonimo 800 558 822.



