Come verificare la concessione ADM di un sito in 60 secondi
In Italia un casinò online può operare solo con una concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Verificarla non richiede competenze tecniche: servono tre controlli e meno di un minuto.
Li spiego in ordine, dal più rapido al più solido, con gli errori che quasi tutti commettono e i due segnali che sembrano garanzie e non lo sono.
I tre controlli
1. In fondo alla home c’è un numero della serie 16XXX
2. Quel numero, nell’elenco ADM, corrisponde a quel dominio
3. L’indirizzo finisce davvero in .it
Se uno dei tre non torna, la risposta è no.
Controllo 1: il piede di pagina
Scendi in fondo alla home. Un concessionario italiano deve dichiarare lì chi è: ragione sociale, partita IVA e numero di concessione. Non è una gentilezza, è un obbligo, ed è il motivo per cui i siti finti su questo punto sono sempre vaghi.
Il numero deve appartenere alla serie 16XXX, quella entrata in vigore il 13 novembre 2025. Un numero che comincia per 15 è della serie sostituita: o la pagina non è aggiornata, o il sito sta esibendo un titolo che non ha più valore.
Un esempio fatto bene è Vincitù, che nel piede di pagina mette ragione sociale, partita IVA, numero REA, indirizzo e concessione. Ci vogliono cinque secondi a leggerlo e dice tutto.
Controllo 2: la corrispondenza numero e dominio
Questo è il controllo che conta davvero, e quasi nessuno lo fa. Non basta che il numero esista: deve essere quel numero per quel dominio.
Un sito clone può benissimo copiare in fondo alla pagina il numero di un concessionario vero. Se ti fermi a «c’è un numero», il trucco funziona. Se confronti numero e indirizzo con l’elenco dei 52 concessionari, il trucco cade.
L’elenco ufficiale è pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che tiene anche la lista dei siti inibiti, cioè bloccati perché offrono gioco senza concessione. Quella lista ha superato i dodicimila domini.
Controllo 3: la fine dell’indirizzo
Guarda le ultime lettere dell’indirizzo, quelle dopo l’ultimo punto. Il dominio italiano è .it e chiude l’indirizzo.
Esistono finali che contengono la sigla «it» senza essere il dominio italiano. Il caso che ho incontrato di persona è un sito che si presenta come il sito ufficiale di Casumo in Italia e ha un indirizzo che finisce in .it.com: un normale dominio commerciale, acquistabile da chiunque, in cui il pezzo «it» non ha alcun valore ufficiale.
L’occhio legge «it» e si rilassa. È esattamente su questo che conta chi costruisce cloni.
Riepilogo, in tabella
| Che cosa guardi | Concessionario autorizzato | Sito da evitare |
|---|---|---|
| Numero di concessione | Presente, serie 16XXX | Assente, oppure serie 15XXX |
| Società e partita IVA | Dichiarate in fondo alla pagina | Solo un simbolo di copyright |
| Numero e dominio | Coincidono nell’elenco ADM | Numero copiato da un altro sito |
| Fine dell’indirizzo | .it | .it.com, .com, .net e simili |
| Autoesclusione | RUA disponibile | Non prevista |
Due cose che sembrano garanzie e non lo sono
Il logo ADM
Il logo dell’Agenzia in fondo alla pagina è un’immagine, e un’immagine si copia in due secondi. Da solo non dimostra nulla.
La differenza fra un logo e un numero è tutta qui: il logo lo guardi, il numero lo verifichi in un elenco pubblico. Vale lo stesso per i marchi «18+» e «gioco responsabile», che sono immagini anch’essi.
La licenza di un altro paese
«Licenza MGA», «licenza di Malta», «licenza di Curaçao»: sono licenze reali, ma valgono per i mercati che coprono, e l’Italia non è fra quelli. L’Italia ha un sistema chiuso e non riconosce automaticamente le autorizzazioni rilasciate altrove, nemmeno quelle europee.
Trovare scritto «licenza maltese» su un sito che parla italiano e si rivolge a italiani non è una rassicurazione. È la conferma che la concessione italiana non ce l’ha.
E il lucchetto del browser?
Dice solo che il collegamento è cifrato, cioè che nessuno legge i dati mentre viaggiano. Non dice niente su chi c’è dall’altra parte. Anche un sito truffaldino ha il lucchetto: costa zero.
Uno sponsor non è una licenza
Vedere un marchio di scommesse su una maglia o a bordo campo non significa che sia autorizzato in Italia. Il caso più chiaro è 1xBet, che ha chiuso le operazioni italiane nel novembre 2025 e continua a sponsorizzare la Serie A sui mercati esteri.
Come lo faccio io, in pratica
Ogni scheda di questo sito nasce dallo stesso giro di controlli. Lo riassumo perché è ripetibile da chiunque.
Il giro completo
Apro la home e vado subito in fondo. Leggo ragione sociale, partita IVA e numero. Confronto numero e dominio con l’elenco delle concessioni. Guardo la fine dell’indirizzo. Se posso, controllo anche l’editore dell’app sullo store: deve essere la stessa società che compare nel piede di pagina, ed è un riscontro che i cloni non riescono a falsificare.
Quattro passaggi, un paio di minuti. Nelle schede di Stanleybet e Marathonbet si vede bene che cosa restituisce questo metodo quando tutto torna.
Il caso in cui serve più attenzione
Quando cerchi un marchio internazionale famoso. Se quel marchio in Italia non ha una concessione, le prime posizioni dei motori di ricerca non sono occupate dal sito ufficiale: sono occupate da chi ha comprato un dominio somigliante.
La regola che uso: più il nome è noto e più è assente dall’elenco italiano, più il primo risultato va guardato con sospetto.
Se il sito non passa i controlli
Non registrarti e non depositare. Se ti sei già registrato, prova a prelevare il saldo, togli i metodi di pagamento salvati e cambia la password se la riusi altrove.
Va detto con chiarezza: fuori dal perimetro dei concessionari non esiste un’autorità italiana a cui presentare un reclamo, perché quel sito in Italia non dovrebbe operare. È la ragione principale per fare i tre controlli prima.
Il promemoria da tenere
Prove
✓ Numero 16XXX in fondo alla home
✓ Numero e dominio che coincidono
✓ Società e partita IVA dichiarate
✓ Editore dell’app coerente
Non prove
✗ Il logo dell’ADM
✗ Una licenza di un altro paese
✗ Il lucchetto del browser
✗ Uno sponsor sportivo
Tutele e gioco responsabile
Il motivo per cui insisto tanto su questi controlli non è formale. Dentro il perimetro dei concessionari hai limiti di deposito, limite di sessione, pausa di riflessione e il RUA, che con una sola iscrizione chiude tutti i siti italiani insieme.
Fuori non hai niente di tutto questo, e il RUA in particolare non arriva. Se il gioco sta pesando, il numero verde nazionale è l’800 558 822, gratuito e anonimo.
In una riga
Non fidarti di quello che un sito dice di sé: guarda il numero, controlla che corrisponda al dominio, e leggi la fine dell’indirizzo.
Domande frequenti sulla verifica della concessione
Come faccio a sapere se un casinò online è legale in Italia?
Cerca in fondo alla home un numero di concessione della serie 16XXX, verifica nell’elenco pubblico dell’ADM che quel numero corrisponda proprio a quel dominio, e controlla che l’indirizzo finisca in .it.
Che cos’è la serie 16XXX?
È la numerazione delle concessioni per il gioco a distanza entrata in vigore il 13 novembre 2025, in sostituzione della vecchia serie 15XXX. In Italia i numeri validi vanno dalla 16000 alla 16051.
Il logo dell’ADM in fondo alla pagina è una garanzia?
No. È un’immagine e si copia in pochi secondi. L’unico elemento verificabile è il numero di concessione, perché si controlla in un elenco pubblico.
Un sito con licenza di Malta può accettarmi dall’Italia?
No. L’Italia richiede una concessione italiana e non riconosce automaticamente le licenze di altri paesi, comprese quelle europee. Una licenza maltese esibita a un pubblico italiano indica che la concessione italiana manca.
Che differenza c’è fra un dominio .it e uno .it.com?
Il dominio italiano è .it e chiude l’indirizzo. Un indirizzo che finisce in .it.com è un normale dominio commerciale acquistabile da chiunque: le lettere «it» che compaiono prima non hanno valore ufficiale.
Che cosa sono i siti inibiti?
Sono i domini bloccati dall’ADM perché offrono gioco senza concessione italiana. L’elenco è pubblico, viene aggiornato di continuo e ha superato i dodicimila indirizzi.
Un numero di concessione può essere copiato da un sito finto?
Sì, ed è il motivo per cui il secondo controllo è il più importante: non basta che il numero esista, deve risultare abbinato proprio a quel dominio nell’elenco dell’ADM.
Mi sono registrato su un sito non autorizzato, cosa faccio?
Prova a prelevare il saldo, rimuovi i metodi di pagamento salvati e cambia la password se la usi anche altrove. Fuori dal perimetro dei concessionari non esiste un’autorità italiana a cui presentare reclamo.



